Consigli utili

Timelapse e Hyperlapse: tra fotografia e video

La fotografia in Timelapse è un po’ il tratto di congiunzione tra fotografia e video: un po’ fotografia e un po’ video.

Il progredire della tecnologia ha reso questa tecnica abbastanza facile da perseguire, anche se “abbastanza facile” sott’intende un gran lavoro prima, durante e dopo le riprese: prima, per programmare e pianificare al meglio l’attività fotografica; durante, per riuscire a riprendere il nostro soggetto nel migliore dei modi; dopo, per realizzare l’attività di post elaborazione ed ottenere il risultato voluto.

Se fatto bene, il timelapse dà una nuova prospettiva alla fotografia inserendo nel processo fotografico il passare del tempo.

Dal momento che la velocità con cui un evento viene ripreso è molto inferiore a quello di riproduzione (ad esempio, una scena catturata a 1 fotogramma al minuto può essere rappresentata ad una velocità di 30 fotogrammi al secondo e quindi un evento della durata di 30 minuti viene condensata in un secondo), processi molto lenti se visti normalmente, una volta riprodotti diventano invece molto veloci.

I tipici soggetti della fotografia timelapse sono:

  • paesaggi e moto degli astri piante che crescono,
  • fiori che sbocciano,
  • l’evolversi di progetti di costruzione (ad esempio il crescere di un grattacielo),
  • il muoversi di persone e veicoli in una città.

Il più grande svantaggio della fotografia timelapse è che devi rimare fermo nella medesima posizione per un tempo molto lungo. Definita la velocità di riproduzione (Frame Rate) e la durata complessiva del filmato (in secondi) che si vuole realizzare, otteniamo il numero totale di fotogrammi di cui avremo bisogno:

(Frame Rate) x (durata filmato) = (numero totale di fotogrammi)

Quindi, con una velocità di riproduzione di 30 immagini per secondo e una durata di riproduzione di 10 secondi, avremo bisogno di 300 (!) immagini. Da queste considerazione ne consegue che, se non abbiamo la giusta attrezzatura, fare un video in timelapse è una attività abbastanza noiosa e stancante.

Quello di cui abbiamo bisogno

Per realizzare un timelapse quello di cui abbiamo veramente bisogno è solamente la macchina fotografica e la giusta concentrazione. Dobbiamo infatti impugnarla saldamente ed essere sicuri di puntarla sempre sul medesimo soggetto. Ritornando ai 300 scatti di cui abbiamo parlato precedentemente, questo può essere molto stancante.

L’utilizzo di un treppiede (per stabilizzare la posizione della macchina) e di un intervallometro (la frequenza degli scatti deve essere, e per alcune riprese è importante che lo sia, costante – pensate a persone in movimento, questo deve risultare fluido, non saltellante) sono quindi sicuramente benvenuti.

Per quanto riguarda l’obiettivo, è possibile utilizzare sia un obiettivo fisso che uno zoom. Per un timelapse, è importante che, in ogni fotogramma la lunghezza focale, sia la medesima per ogni scatto.

Attenzione quindi a non toccare la ghiera di regolazione dello zoom. Allo stesso modo, non deve variare il punto di messa a fuoco. Per cui, NO a messa a fuoco automatica, ma mettiamo a fuoco in manuale sul punto in cui vogliamo.

Specifiche tecniche

Avrai bisogno di un obiettivo che non abbia molta distorsione, perché ciò può causare strani effetti nella post-produzione. Per le tue riprese, le impostazioni base del timelapse sono:

  • bilanciamento del bianco manuale per evitare qualsiasi cambio di colore tra i fotogrammi;
  • modalità manuale o con priorità di apertura del diaframma per evitare qualsiasi sfarfallio;
  • una velocità dell’otturatore adeguata per riflettere l’effetto desiderato.

Scatta in RAW. Ciò ti darà un maggiore controllo sull’immagine in fase di post-produzione, ma i file sono molto grossi e questo può causare ritardi nella fotocamera.

Hyperlapse!!

La maggiore differenza tra Timelapse e Hyperlapse, è che mentre nel primo sei fermo, nel secondo tu ti muovi.

Prima di iniziare a scattare, è una buona idea percorrere il percorso che stai pianificando di fare per avere un’idea di quanto devi spaziare le tue riprese nel passare da una foto all’altra.

Se ti sposti su un lungo percorso, potresti non avere bisogno di una foto ogni passo, ma puoi probabilmente fare qualche passo in più tra una foto e l’altra.

Viceversa, su distanze corte, probabilmente dovrai scattare più foto su una distanza minore, ovvero avere movimenti più piccoli tra i fotogrammi.

Successivamente, devi trovare un punto fisso nel fotogramma che non scompaia durante la durata dell tuo movimento. Fintanto che mantieni quel punto nello stesso punto del fotogramma mentre esegui ogni spostamento incrementale, avrai un risultato molto migliore.

Di solito, è possibile utilizzare la griglia incorporata della fotocamera, un quadrato di sovrapposizione del punto di messa a fuoco nel mirino, oppure è possibile utilizzare il riquadro che si trova spesso sullo schermo in modalità di visualizzazione live.

Regola tutto in modo che la tua inquadratura sia corretta e fai del tuo meglio per mantenere l’orizzonte il più orizzontale possibile.

Una volta impostato il punto fisso, scatta una foto, quindi spostati, scatta un’altra foto e così via fino a non aver completato tutte le immagini che ti serviranno per realizzare il timelapse che hai pranificato.

Ricorda di mantenere a portata di mano le formule del timelapse per capire quante foto ti serviranno:

(Frame Rate) x (secondi di riproduzione) = (numero totale di fotogrammi)

Suggerimenti per i Timelapse

Per evitare saltellamenti del girato è importante mantenere che la frequenza con cui prendi le foto e la distanza tra un punto di scatto e l’altro siano costanti.

In questo caso, cambiando la posizione, dovrai modificare la tua messa a fuoco al variare della distanza dal tuo punto focale, ma devi conoscere molto bene la tua fotocamera in quanto non puoi perdere tempo tra una messa a fuoco e l’altra.

Il percorso pianificato deve essere regolare: cambiamenti di direzione saranno visibili nel risultato finale.

Come mettere tutto insieme e creare un Timelapse

Ora che hai i tutti i tuoi fotogrammi fissi, è ora di inserirli nel tuo software di editing. È possibile utilizzare un programma di fotoritocco per regolare una foto e quindi applicarla a tutte le altre foto, oppure importare la sequenza di immagini non elaborate nell’editor e apportare alcune correzioni e calibrazioni del colore.

Solitamente, i fotogrammi avranno una risoluzione molto più ampia del tuo video, quindi ricorda di ridimensionare il filmato una volta che hai importato o impostato la sequenza alla risoluzione corretta per avvicinarti il più possibile alle foto. (4K è 4096 × 2304, 4096 × 2160 o 3840 × 2160, solo per riferimento.). Una volta ottenuta la sequenza di immagini nel tuo editor, dovresti essere in grado di riprodurlo e vedere cosa hai fatto.

Se l’immagine è traballante o salta molto, deve essere stabilizzata, altrimenti il risultato avrà qualcosa di sgradevole. Per questo puoi utilizzare programmi come After Effects. Non aver paura di ritagliare l’immagine un po’ di più, poiché la risoluzione della foto è solitamente superiore alla risoluzione del tuo video.

Questo è il primo articolo su riprese in Timelapse e Hyperlapse. Se ti è piaciuto, condividilo!

Timelapse e Hyperlapse: tra fotografia e video ultima modifica: 2019-06-08T08:00:13+00:00 da Giovanni

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Giovanni

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