Grandi Fotografi

4 lezioni che Ansel Adams mi ha insegnato sulla fotografia

Ansel Adams 3

Ansel Adams è uno dei più grandi fotografi che la storia conosca. Fin da quando ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia sono sempre stato attratto dalla fotografia paesaggistica e Ansel Adams è stato per me (e lo è tutt’ora) un esempio da seguire e da studiare continuamente.

Quello che più mi piace e mi attira nelle sue immagini è questo minimalismo ZEN e questo senso di calma perenne che compare in ogni suo scatto. Ho voluto pertanto scrivere questo articolo per spiegarvi le lezioni che ho imparato studiando e osservando le immagini di questo grande fotografo e come ho applicato queste sue teorie al mio modo di fotografare.

Anche se non diventerete fotografi di paesaggio, queste sono lezioni e consigli che possono essere applicati a qualsiasi genere fotografico.

1 – “Non fare una fotografia, creala!”

 

Ansel Adams

Ansel Adams è anche famoso per aver inventato il “sistema zonale”, una tecnica utilizzata in fotografia per determinare l’esposizione e il procedimento di sviluppo ottimali per rendere l’intera gamma delle sfumature tonali di una determinata scena e avere le “perfette” stampe monocromatiche.

Adams diceva sempre:La fotografia non deve essere fatta, deve essere creata”.

Lui vedeva la fotografia come una forma d’arte e diceva che cliccando solamente il pulsante di scatto non era sufficiente per poter fare una buona fotografia. C’era da passare ore e ore in camera oscura per dare vita a quello che poi avremmo visto nella vita reale.

Il mio punto di vista:

Condivido pienamente il pensiero di Ansel Adams, anche nella fotografia moderna c’è bisogno di curare ogni scatto per ottenere qualcosa di magnifico, a partire dalla pianificazione iniziale sino ad arrivare alla post-produzione finale con photoshop.

Si, proprio come Adams usava acidi e passava ore e ore in camera oscura, anche ai tempi nostri c’è da curare lo scatto in post-produzione. Anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante, le case costruttrici di fotocamere non sono riuscite ancora a produrre una macchina fotografica che veda come il nostro occhio…e per fortuna!

La post-produzione in photoshop serve a dare quella visione di realtà che il fotografo in quel momento ha visto e percepito e che la fotocamera sicuramente non ha colto appieno. Ovvio è che la fotografia deve esser già buona in partenza, non si crea un capolavoro da un’immagine sfuocata o priva di senso. Photoshop e la post-produzione servono per ridare luce, colori e vita ad uno scatto che il vostro sensore non ha saputo immortalare ma il vostro occhio si. E’ qua che deve venire fuori l’artista che c’è in voi ed è per questo che Adams parla di “creazione” di un’immagine!

2 – “Un buon fotografo sa sempre dove stare”

Ansel Adams

Ansel Adams diceva sempre che “un fotografo sa sempre dove deve stare”. Nella fotografia paesaggistica la posizione del fotografo è tutto. Quando vi trovate di fronte ad un paesaggio, la vostra posizione determinerà la prospettiva, il vostro punto di vista, lo stato d’animo della fotografia così come la composizione.

Non siate pigri, muovetevi per cercare il punto migliore da dove scattare la foto, non usate teleobiettivi per avvicinare il vostro soggetto, avvicinatevi con le vostre gambe. Fate escursioni e vedrete che prima o poi scoprirete nuove prospettive che vi faranno fare scatti meravigliosi.

Il mio punto di vista:

Anche su questo punto non posso che essere d’accordo! Difficilmente scatto d’impulso, cerco sempre il posto migliore per immortalare il mio soggetto o il paesaggio. Gli giro attorno, mi abbasso o mi alzo, mi avvicino o mi allontano finchè non trovo la posizione perfetta. Muovetevi!!!

3 – Fotografa quello che senti (non quello che vedi)

Ansel Adams

Il fotografo pensa spesso che un’immagine debba essere solo bella e debba piacere allo spettatore così com’è, dimenticando però che la fotografia è arte e per funzionare deve produrre una forte emozione in chi la guarda.

In fotografia è facile dimenticarsi questo punto per il semplice motivo che la fotocamera è spesso considerata solamente un oggetto che crea immagini, non emozioni.

Pertanto, se vogliamo creare immagini d’effetto, dobbiamo concentrarci sulle emozioni che la scena di fronte a noi ha da offrire e non solo su quello che vediamo.

Ansel Adams spiega perché ha deciso di rendere il cielo estremamente nero nella sua famosissima immagine “Moonrise Hernandez”:

“La mia immagine del Moonrise Hernandez ha dentro tutta l’emozione e il sentimento dell’esperienza che ho vissuto quel giorno vedendo sorgere la luna…ma non è affatto realistica. Se avessi scattato una normalissima fotografia, il cielo sarebbe stato molto più chiaro ma non avrebbe rispecchiato la mia sensazione. Molti mi hanno chiesto come mai ho oscurato così tanto il cielo in camera oscura e io ho semplicemente risposto che il cielo è nero come ci si sente in quel momento!” – Ansel Adams

Il mio punto di vista:

Quando avete iniziato a fotografare, che tipo di sensazioni volevate trasmettere agli spettatori delle vostre immagini? Avete provato a trasmettere bellezza, tristezza, malinconia o eccitamento nelle vostre foto? Che emozioni vi provoca guardare le vostre foto?

In fotografia si può trasmettere emozioni e sensazioni attraverso diversi metodi o tecniche. Se siete fotografi paesaggistici, probabilmente andrete alla ricerca di una luce speciale, mistica, di fumo, di nebbia per trasmettere sensazioni. Se state fotografando persone o state facendo fotografia di strada, concentratevi sul linguaggio del corpo, sul contatto con gli occhi e sui movimenti delle mani.

Scattate col cuore, ancor prima che con l’occhio. Fotografate con la vostra emozione e la vostra anima. In questo modo riuscirete a comunicare molto meglio i vostri sentimenti attraverso la fotografia.

4 – Ignora le critiche

Ansel Adams

Come si è comportato Ansel Adams con tutti quello che lo hanno criticato? Semplice, li ha sempre ignorati!

“Le critiche difficilmente sono costruttive, più si ha successo e più nasce invidia. Più c’è invidia e più nascono critiche. Molte persone hanno detto che io sono un semplice “fotografo da cartolina”, altri mi hanno criticato per qualsiasi cosa gli passasse per la testa, solo in pochi hanno capito il mio vero lavoro. I critici d’arte sono una sorta di gruppo ridicolo e cercano sempre di metterti in cattiva luce. La soluzione? Li rispetto tutti ma li ignoro” dice Adams.

Il mio punto di vista:

Nell’arte e in fotografia non si potrà MAI accontentare il 100% delle persone che osserveranno le vostre fotografie quindi riceverete sempre delle critiche. L’importante è che queste critiche siano costruttive, se provengono da qualcuno più bravo di voi, provate a farne tesoro e a sfruttarle per migliorarvi. Tutte le altre invece ignoratele ma soprattutto seguite la vostra strada e il vostro “credo” fotografico, non lasciatevi condizionare da nessuno.

Conclusioni

Ansel Adams

Ansel Adams mi ha insegnato molto, mi ha fatto capire l’importanza della pre-visualizzazione di un’immagine e di tutto lo studio che ci deve essere dietro. Ora mi sento di creare fotografie e non semplici istantanee.

Adams mi ha anche insegnato che devo scattare innanzitutto con il cuore per cercare di cogliere un’emozione e non una semplice visualizzazione di ciò che ho di fronte.

Ansel Adams è stato uno dei più grandi fotografi della storia e continuerà ad esserlo ancora per molto. La sua passione è stata quella di catturare immagini che raccontassero la bellezza della natura e a educare gli altri riguardo l’importanza di preservare l’ambiente attorno a noi.

Che la sua filosofia e le sue immagini possano ispirare tutti noi amanti della fotografia, indipendentemente dal genere che preferiamo.

Grazie mille Ansel per le tue lezioni e per le tue meravigliose immagini che deliziano i miei occhi tutti i giorni.

Se ti è piaciuto questo articolo, aiutami a condividerlo. GRAZIE!

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4 lezioni che Ansel Adams mi ha insegnato sulla fotografia ultima modifica: 2017-02-02T23:31:01+00:00 da Stefano
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