Consigli utili

Introduzione ai flash esterni


Anche se molte macchine fotografiche hanno già installata una unità a flash, abbiamo spesso visto praticamente che questa non fornisce dei risultati soddisfacenti.

L’impossibilità di modificare la direzione della luce, il campo di illuminazione ridotto e, spesso, limitati controlli sulla potenza della luce emessa, non permettono di ottenere il risultato finale che avremmo voluto.

In tali condizioni, leggi il nostro articolo su come evitare l’abbagliamento da flash. Per ottenere dei risultati migliori è necessario utilizzare delle unità flash esterne, eventualmente installabili sulla slitta calda della reflex.

Ricordati comunque che il flash esterno pur essendo molto più performante rispetto il flash integrato (produce un fascio più ampio, è orientabile, può montare filtri e diffusori, può permettere la regolazione della potenza) non è comunque la panacea per tutti i mali e non può sostituire i molto più costosi sistemi di illuminazione.

I modelli più pnuovi utilizzano la tecnologia TTL: i livelli di potenza luminosa vengono misurati attraverso le lenti che catturano effettivamente le immagini e questo consente di regolare in modo molto preciso la potenza luminosa emessa dal flash.

Un malinteso comune sul Flash

Un malinteso molto comune è credere che l’unità flash modifichi la potenza variando la luminosità della luce emessa. L’effettiva potenza del flash dipende in realtà dalla durata del tempo di emissione della luce da parte del dispositivo. Tale durata è calcolata da algoritmi molto complicati che sfruttano le informazioni fornite da apertura del diaframma, velocità dell’otturatore, valore di ISO e quantità di luce che raggiunge le lenti.

Se viene utilizzato all’aperto come luce di riempimento, la durata viene misurata in millisecondi. Se viene utilizzato in condizioni molto buie, la durata sarà ancora in millisecondi ma molto più lunga della luce di riempimento.

Quindi: la quantità di luminosità che un’unità flash emette rimane costante, ciò che determina l’esposizione corretta è la durata del lampo luminoso.

Una parola di attenzione sull’uso delle unità flash

È sempre necessario usare un po’ di cautela utilizzando una unità flash.

Dal momento che la luce emessa è molto intensa, non utilizzarla vicino agli occhi: potresti rimanere abbagliato per un bel po’ di tempo.

Inoltre la tensione elettrica all’interno del lampeggatore è molto elevata: non aprire e non utilizzare quindi il flash se la sua custodia è danneggiata.

Attento a non toccare il vetro frontale: può essere abbastanza caldo da ustionarti. Inoltre il grasso presente sulla pelle può danneggiare la superficie di emissione per cui potresti avere prestazioni inferiori.

Leggi sempre le istruzioni di sicurezza della tua unità flash!

Come funzionano le unità flash esterne

Quando l’unità è accesa per scattare una foto e premi il pulsante di scatto, il flash emette un pre-flash sul soggetto su cui si è focalizzati e invia tali informazioni alla fotocamera. La fotocamera elabora i dati e quindi scatta di nuovo per scattare la foto. Tutto questo accade in microsecondi, quindi il soggetto non si accorge dei due lampi!

Nel pre-flash, l’unità flash e la fotocamera stanno lavorando insieme per determinare la luce ambientale, misurata dal sensore nella fotocamera. Il sensore confronta i valori della luce ambientale con la luce riflessa dal soggetto. Il pre-flash determina la durata del lampo necessario, invia tali informazioni alla fotocamera e il risultato sarà un soggetto e uno sfondo perfettamente esposti.

Impostazioni della fotocamera e diversi tipi di foto Flash

Le DSLR moderne hanno generalmente le seguenti impostazioni: “P”, “Tv/S”, “Av/A” e “M”. Di fianco a queste ci sono le modalità automatiche: ritratto, paesaggio, primo piano, sport, macro, ritratto notturno, …

Nelle modalità automatiche tutto è lasciato alla telecamera: controllo di esposizione, apertura, tempi di scatto e durata del lampo del flash. Questo rende molto facile realizzare gli scatti, ma limita la creatività e le possibilità del fotografo. La soluzione migliore è sicuramente quella di utilizzare una delle modalità semiautomatiche/manuali.

La modalità “P” è in realtà una modalità automatica, ma ti permette di variare tempi e apertura dell’operatore. Per esempio, se punti verso un determinato soggetto, la fotocamera sceglierà in modo autonomo un tempo di 1/125 e una apertura di F8.

Se vuoi modificare l’apertura focale, e quindi la profondità di campo, a F4, la telecamera modificherà la velocità dell’otturatore in 1/250. L’esposizione è la medesima, ma l’effetto che si ottiene è completamente diverso. Nella modalità “P”, la fotocamera e il flash presumono che si desideri SOLO esporre il soggetto e nient’altro attorno ad esso, incluso lo sfondo.

Sapere questo è molto importante in situazioni come un matrimonio: se usiamo la modalità “P” e scattiamo verso gli sposi, questi saranno sicuramente ben illuminati, ma sfondo e altri invitati potrebbero essere parecchio scuri, con un effetto poco soddisfacente.

Un altro modo: scatto in modalità manuale (M)

Per ottenere un risultato migliore basta mettere la fotocamera su “M” per il manuale. Ora, con la fotocamera su “M”, puoi impostare la velocità dell’otturatore e l’apertura dell’obiettivo (diaframma) nel modo in cui tu desideri.

Ad esempio con un’ottica da 50mm, potresti selezionare una apertura di F5.6 (o inferiore, per avere un ridotta profondità di campo) oppure di F8 (per una profondità di campo più ampia) e un tempo di 1/60.

In questo modo il flash potrà illuminare il primo piano, ma i tempi di esposizione abbastanza lunghi permettono sia di avere uno sfondo comunque ben illuminato che essere abbastanza rapidi da evitare il mosso (sia della mano del fotografo che dello stesso soggetto).

Introduzione ai flash esterni ultima modifica: 2019-03-20T14:00:00+00:00 da Giovanni

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Giovanni

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