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I tre pericoli della fotografia paesaggistica

fotografia paesaggistica

La fotografia paesaggistica è pericolosa?

Chi è cresciuto con Topo Gigio direbbe “Ma cosa mi dici mai?!”. In effetti nulla sembrerebbe più lontano dal pericolo della fotografia paesaggistica: dove potrebbe essere mai il pericolo nel riprendere un paesaggio?

Pensandoci bene, però, se non ci prepariamo bene a quello che stiamo facendo, anche la fotografia di paesaggi potrebbe nascondere dei pericoli, non solo fisici per noi, ma anche solamente (e qui dico solamente, nonostante i costi di una attrezzatura completa) per i nostri dispositivi.

La ricerca della fotografia perfette non deve farci dimenticare il senso della misura e della valutazione dei rischi.

Vediamo quindi quali sono i pericoli insiti nella fotografia paesaggistica.

Il Meteo – Il pericolo più imprevedibile quando dobbiamo ritrarre paesaggi

Uno degli aspetti meno controllabili di una sessione fotografica (e non solo) è il meteo. Abbiamo tutto predisposto per la nostra sessione fotografica?

Sfortunatamente Madre Natura (non quella di Ciao Darwin) non è di questo avviso: se ci aspettavamo una giornata piena di sole e proprio oggi ha deciso di piovere oppure, se volevamo una giornata soleggiata con grandi cumulonembi per un effetto altamente drammatico, la giornata è in realtà grigia.

Il fatto che il meteo non collabori deve essere considerato nella pianificazione della nostra giornata fotografica.

Se da un lato il pericolo è solo quello di non riuscire a fotografare quello che volevamo come lo volevamo (e per questo una buona pianificazione deve tener conto anche di un piano B, per una sessione fotografica alternativa, soprattutto se siamo in un viaggio) dall’altra il mutare delle condizioni climatiche potrebbe diventare un vero e proprio pericolo.

fotografia paesaggistica

Una tempesta improvvisa potrebbe esporre la nostra attrezzatura all’acqua, per cui, soprattutto se siamo in montagna dove il tempo cambia rapidamente, un leggera protezione impermeabile per l’attrezzatura potrebbe essere una buona idea da avere nello zaino.

Ma se bagnare l’attrezzatura implica solamente un costo materiale, diversa è la cosa se questa tempesta sorprende noi senza una protezione adeguata. Essere esposti a lampi e grandine, bagnarsi ed essere flagellati da freddi venti, non sono condizioni facili da sopportare.

Inoltre il terreno bagnato potrebbe diventare improvvisamente scivoloso. La medesima cosa al mare: il cambiare della marea o del meteo potrebbe fare diventare quella che era una postazione sicura, assai precaria.

D’altra parte, il sole dopo la tempesta potrebbe dare origine a condizioni di luce incredibili e arcobaleni scintillanti, che ci permetterebbero di ottenere una foto unica!

Ottenere una bella foto è importante ma, come sempre, attenzione alla sicurezza.

Il Tempismo – Il pericolo meno evidente della fotografia paesaggistica

Un altro pericolo della fotografia paesaggistica è il tempismo. Possiamo realizzare una bella foto, ma se l’avessimo scattata una mezz’ora prima o dopo, le condizioni di luce sarebbero stati differenti e avremmo ottenuto uno scatto perfetto.

fotografia paesaggistica

Per questo motivo è importante conoscere quali sono le condizioni di luce che sono quelle perfette per la tua foto. Certo, puoi utilizzare filtri o un HDR per ottenere un buon risultato, ma se parti già con le condizioni di luce perfette, tutto sarà più facile.

Dal momento che le ore migliori per la fotografia di paesaggi sono quelle in prossimità dell’alba o del tramonto, dovrai essere già in posizione nel momento opportuno.

Cosa vuol dire questo? Spesso, alzarsi molto preso al mattino o ritornare quando il sole è già calato. Muoversi al buio o nella semi oscurità è pericoloso, anche se si pensa di conoscere bene la zona, una torcia deve quindi fare parte della tua attrezzatura.

Se rientri la sera non dimenticare inoltre di mettere nello zaino qualcosa con cui ripararsi dal freddo: con il buio la temperatura potrebbe calare rapidamente e potresti non aver pensato a questo se hai raggiunto la tua posizione nel pieno di una giornata soleggiata.

Il Terreno – Il più pericoloso quando ci muoviamo per fotografare un paesaggio

Se vuoi ottenere delle immagini particolari e differenti da quelle che puoi trovare in internet, devi trovare qualcosa di nuovo: un nuovo soggetto o un nuovo punto di vista di un soggetto noto. Il terreno su cui potresti trovare a muoverti potrebbe esporti a un terzo e nuovo pericolo delle fotografia di paesaggi.

Per questo motivo, è sempre consigliabile di non muoversi mai da soli.

fotografia paesaggistica

Spesso i fotografi trascorrono così tanto tempo a guardare attraverso il mirino che ci dimentichiamo di ciò che ci circonda, quindi è sempre bene avere quel secondo paio di occhi che ti guardano le spalle, perché un passo falso e potresti essere in guai seri.

Questo non vuol dire che serva un compagno solo se andiamo in alta montagna o in una zona sperduta lontana dalla civiltà, ma anche in un luogo che normalmente potrebbe essere considerato sicuro: quello che è pieno di famiglie e bambini durante il weekend, potrebbe essere invece isolato e solitario durante la settimana e quindi in caso in cui ci trovassimo in difficoltà non potremmo ottenere nessun supporto.

La storia di Aron Ralston, da cui è tratto il film 127 ore, rimane sempre da monito.

Non avevi mai pensato a questi pericoli nascosti?

Questi non sono però un valido motivo per rinunciare ad una escursione fotografica!

La cosa importante è pianificare per tempo quello che dobbiamo fare. il tempo impiegato nelle pianificazione non è tempo sottratto al divertimento (anzi questa attività può essere divertente), ma è tempo risparmiato per gestire i problemi.

Quindi, pianifica e parti!

I tre pericoli della fotografia paesaggistica ultima modifica: 2019-05-15T07:00:31+00:00 da Giovanni

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Giovanni

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