Corso base di fotografia digitale

Corso di fotografia online – 25° lezione – Il bracketing e l’HDR

bracketing

Nella 17° lezione di questo corso abbiamo parlato dell’esposizione e del suo famosissimo triangolo. Apertura di diaframma, tempo d’esposizione e sensibilità ISO determinano la quantità di luce che entra nel nostro obiettivo per un determinato lasso di tempo andando ad impressionare il sensore della nostra fotocamera.

L’esposizione può essere automaticamente calcolata dalla macchina o selezionata manualmente dal fotografo. In entrambi i casi però, ci sono situazioni in cui risulta impossibile calcolare bene l’esposizione corretta. Quante volte vi sarà capitato di fotografare un paesaggio e, scaricando le foto sul computer, vi siete ritrovati con un primo piano corretto e il cielo completamente bianco, o viceversa il cielo con le nuvole ben visibili e definite e il primo piano completamente nero (o quasi)?

Andate a rivedere alcuni scatti fatti all’aperto in pieno sole e vedrete che in questa situazione vi siete ritrovati spessissimo! In condizione di luce estremamente variabile, la corretta esposizione, al fine di ottenere un’immagine naturale e ben bilanciata dove luci, ombre e toni intermedi hanno tutti un buon dettaglio, è difficilissima da ottenere.

Fortunatamente per ovviare a questo problema ci viene incontro una tecnica particolare ma estremamente efficace. Stiamo parlando del bracketing.

Cos’è il bracketing?

In fotografia, la tecnica del bracketing, è una tecnica che consiste nel catturare più immagini dello stesso soggetto ma usando impostazioni diverse per ogni scatto, solitamente “maggiori” e “minori” rispetto a quelle di base registrate dalla fotocamera.

Il termine bracketing viene tradotto anche come “esposizione a forcella” ed è una tecnica nata negli anni ’70 quando non era ancora stato inventato il digitale e i fotografi avevano bisogno di più scatti per essere sicuri di portare a termine un lavoro commissionato da terzi che, a lavoro terminato, avevano la possibilità di scegliere tra diversi scatti con illuminazioni ed esposizioni differenti.

La tecnica del bracketing prevede l’esecuzione di almeno 3 fotografie con esposizioni differenti: una “normale”, una sottoesposta e una sovraesposta. Questo darà la possibilità al fotografo di valutare lo scatto migliore o di servirsi in seguito di tecniche di fusione semplice (attraverso programmi di fotoritocco come photoshop) o di tecniche più complesse come l’HDR (ne parleremo più avanti in questa lezione)

L’estensione della “forcella” viene decisa dal fotografo tramite il menu della fotocamera, la variazione viene misurata in “stop” e solitamente può essere impostata da 0.5 fino a 3 stop. Questo significa che se viene impostata una “forcella” di 2 stop la fotocamera scatterà una foto correttamente esposta (secondo il suo automatismo), una foto con 2 stop in più e quindi molto chiara e sovraesposta e un’altra foto con 2 stop in meno, molto scura e sottoesposta.

In questa foto d’esempio sono state scattate 5 fotografie con 1 stop di differenza l’una dall’altra.

bracketing

Il requisito fondamentale per la buona riuscita di questa tecnica è che il soggetto di fronte a voi sia il più statico possibile. Non c’è nessun problema se state fotografando un paesaggio in quanto alberi, montagne e tutto attorno a voi sarà completamente fermo per cui non avrete difficoltà poi in post-produzione a sovrapporre le 3 immagini.

Discorso differente se state fotografando soggetti in movimento come bambini, eventi sportivi o fotografie di strada. In questo caso la tecnica del bracketing non vi porterà nessun giovamento in quanto le 3 fotografie scattate saranno completamente differenti tra loro (non come esposizione ma come inquadratura) per cui sarà molto difficile “fondere” le varie immagini tra loro per ottenerne una unica correttamente esposta.

Altro requisito fondamentale per la buona riuscita di questa tecnica è l’uso del treppiede in modo da non avere il minimo spostamento della fotocamera tra uno scatto e gli altri.

Tecniche di bracketing

Quando si sente parlare di bracketing ci si riferisce per il 99% dei casi alla tecnica di scatto su un soggetto fisso a diverse esposizioni. Ci sono però altre tipologie di bracketing nate assieme al digitale, poco usate ma che è bene conoscere. Vediamole:

Focus bracketing

Questa tecnica viene usata principalmente nella macrofotografia in situazioni con profondità di campo molto limitata. Vengono effettuate diverse fotografie con differenti piani focali al fine di scegliere poi la foto con il fuoco migliore o più interessante. Le fotografie ottenute con diversi piani focali possono anche essere combinate tra loro, attraverso photoshop o programmi similari, al fine di ottenere una maggiore profondità di campo come nell’immagine qua sotto dove si può notare che l’unione delle prime 2 immagini ha portato ad avere tutta la mosca completamente a fuoco.

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Bracketing sul bilanciamento del bianco

Questa tipologia di bracketing è unicamente legata alla fotografia digitale e, come è facile intuire, permette di avere più scatti dello stesso soggetto con punti di bianco differenti, per poi scegliere alla fine quella con i colori più realistici.

Flash bracketing

Nel flash bracketing vengono scattate differenti immagini con una potenza del lampeggiatore ogni volta differente ottenendo scatti estremamente differenti tra loro.

Come si attiva il bracketing sulla fotocamera?

A seconda della fotocamera digitale, l’attivazione del bracketing può essere fatta direttamente da un tasto o con un click direttamente sul display. Nella maggior parte delle fotocamere però, viene messa all’interno del menu principale con il nome di “Exposure Bracketing” o più semplicemente AEB. Qua sotto un esempio del menu di attivazione bracketing di Canon.

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Selezionando questo menu vi comparirà una schermata dove dovrete scegliere la differenza di esposizione (in termini di stop) tra le diverse fotografie. Se il cursore è posizionato sullo ZERO, significa che la modalità di bracketing è disattivata, via basterà spostarvi con la rotellina della fotocamera per vedere il cursore spostarsi di 0.3 stop alla volta fino al valore che sceglierete. Solitamente viene usato un valore di +-2EV ma va a discrezione del fotografo.

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Oltre a questo, in alcune fotocamere, c’è la possibilità di cambiare il numero di scatti da effettuare. Solitamente però, in quasi tutte le fotocamere, questo numero è impostato fisso a 3 scatti, uno “normale”, uno sovraesposto e uno sottoesposto.

Terminato di settare l’impostazione del bracketing, posizionate la fotocamera sul treppiede e scattate. La fotocamera effettuerà in automatico 3 scatti con 3 differenti esposizioni. Conservatele tutte anche se vi sembrano errate, a casa sul computer vi renderete conto che “fondendole” assieme otterrete un’immagine impossibile da ottenere con un solo scatto.

Cos’è l’HDR?

Nell’era della fotografia digitale si è cercato di capire come sfruttare al meglio la tecnica del bracketing in post-produzione. Da questo quesito è nato il famoso HDR.

L’HDR sta per “high dynamic range” ed è una tecnica usata solamente nella fotografia digitale e serve ad ottenere un’immagine in cui l’intervallo dinamico (l’intervallo tra le aree più chiare e quelle più scure) sia più ampio dei metodi classici.

La tecnica per la creazione di un’immagine in HDR consiste nell‘usare un software per sovrapporre 3 (o più) immagini scattate con il bracketing al fine di ottenere un’unica immagine con una corretta esposizione sia delle aree più chiare che quelle più scure. Nell’esempio qua sotto potete vedere 3 fotografie scattate con la tecnica del bracketing: una esposta più o meno correttamente, una decisamente sovraesposta con il cielo completamente bianco ma con l’erba ben visibile e una decisamente sottoesposta con il primo piano completamente scuro ma il cielo abbastanza definito.

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Ora, attraverso l’utilizzo di un software di post produzione quale photoshop o photomatrix, sono andato a “fondere” queste 3 immagini con esposizioni differenti per ottenere un’immagine decisamente migliore di tutte e 3 le precedenti.

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Come potrete notare, l’immagine finale è decisamente migliore delle 3 originali effettuate con il bracketing. Questo è stato possibile grazie alla tecnica dell’HDR. In queste condizioni di luce forte è tecnicamente impossibile che il sensore della vostra fotocamera riesca a catturare tutti i dettagli del cielo e del primo piano, nemmeno la più costosa reflex al mondo ce la fa! Inevitabilmente la foto verrà sovraesposta, con il cielo bianco o completamente sottoesposta, con il primo piano nero!

La fusione degli scatti effettuati con il bracketing invece vi darà la possibilità di ottenere un’ottima fotografia anche in condizioni di luce difficile! Provare per credere.

Conclusioni

Spero che abbiate capito bene l’uso della tecnica del bracketing. Come avete visto non è poi così difficile da effettuare. Unico requisito fondamentale è l’uso di un treppiede per ottenere fotografie perfettamente allineabili successivamente.

Altro piccolo consiglio, che ho già dato anche in altre lezioni, è quello di scattare sempre in formato RAW per avere la massima qualità negli scatti finali. Ma questo, credo lo abbiate capito da tempo….lo ripeto in continuazione!


Nella prossima lezione impareremo la tecnica del panning, una tecnica poco conosciuta e poco usata ma che può regalare degli scatti veramente unici. Se vi siete persi le lezioni precedenti del corso di fotografia, potete sempre consultarle a questo link.

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Spero che questa lezione vi sia piaciuta, aiutatemi a condividerla. Grazie.

 

Corso di fotografia online – 25° lezione – Il bracketing e l’HDR ultima modifica: 2017-05-19T13:53:27+00:00 da Stefano
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