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Corso di fotografia online gratuito – 10° lezione – Il treppiede

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Se volete ottenere il massimo della nitidezza dalle vostre fotografie non potete far altro che utilizzare un buon treppiede (volgarmente chiamato cavalletto). Il treppiede però è spesso considerato molto ingombrante e pesante da portasi dietro e, per questo motivo, tendenzialmente non lo si usa quasi mai. E questo molto spesso è uno sbaglio.

Ora, non voglio certo che vi precipitiate ad acquistarne subito uno, ma dopo aver letto questa 10° lezione del corso di fotografia online gratuito sono sicuro che vi toglierò qualche dubbio sul suo utilizzo. Partiamo!

Cos’è e a cosa serve il treppiede

Il treppiede è un supporto (o stativo) costituito da tre aste unite in un vertice. Realizzato solitamente in plastica o, nel caso di quelli migliori, in alluminio o fibra di carbonio, il treppiede consente di dare stabilità a macchine fotografiche e videocamere anche su piani sconnessi.

Il suo principale scopo è quello di evitare le micro-vibrazioni che si possono generare quando si scatta a mano libera.

treppiede2Una regola generica ma da conoscere durante la fase di composizione dell’immagine dice che, per evitare il micromosso nelle fotografie, bisogna utilizzare un tempo di scatto equivalente o più veloce della focale utilizzata. Facendo un esempio: se stiamo fotografando un panorama, a mano libera, con una focale a 24mm, per stare abbastanza tranquilli che la nostra fotografia non sia micromossa dobbiamo usare un tempo di scatto più veloce di 1/24 di secondo.

Ok, in questo caso la fotografia verrà sicuramente bene, in pieno giorno è molto facile scattare con un tempo più veloce di questo, ma provate ad immaginare che il vostro soggetto da immortalare sia molto lontano e siete costretti a montare un teleobiettivo da 200mm. Per la stessa regola di cui sopra, scattare con una focale di 200mm implica che per evitare il micromosso dovete scattare ad almeno 1/200 sec. Vi garantisco che anche in pieno giorno, soprattutto se è nuvoloso, scattare con questo tempo (o più veloce) non è sempre possibile. Ecco allora che il treppiede vi tornerà utile anche in condizioni di luce normale, e non solo quando ce ne sarà poca.

Vantaggi nell’uso del treppiede

Oltre al vantaggio, già citato sopra, nell’ottenere immagini nitide senza il micromosso che comprometterebbe il risultato finale, il treppiede presenta anche i seguenti vantaggi:

1) Riuscirete a fare fotografie altrimenti impossibili, ad esempio quelle nelle quali avrete bisogno di un tempo lunghissimo per un particolare effetto. Mi riferisco, per esempio, alle immagini notturne (come questa sotto) nelle quali, per poter ottenere l’effetto delle stelle mosse, avrete bisogno di un tempo di scatto di diversi minuti e senza il treppiede sarebbe impossibile.

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Ma non solo di notte serve il treppiede, anche di giorno se vorrete ottenere l’effetto “seta” di un corso d’acqua avrete bisogno di tempi lunghi e quindi del treppiede.

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2) Altro vantaggio, anche se può esser visto come uno svantaggio però, è che il treppiede rallenta i tempi. Il montarlo, posizionarlo e attaccarci la macchina permette al fotografo di valutare BENE e con calma l’inquadratura, è una specie di palestra di buona composizione. Fermarsi a riflettere sull’inquadratura scelta, sulla luce, osservandola bene nel live view dello schermo LCD, permette di ottenere delle immagini sicuramente migliori.

3) La luce è fondamentale in tutte le tipologie della fotografia ma in quella paesaggistica è un elemento essenziale. Spesso vi troverete davanti ad un bellissimo panorama ma la luce sarà pessima, magari ci sarà il cielo nuvoloso e sarà tutto grigio attorno a voi. Capiterà quindi che posizionerete la macchina sul treppiede, comporrete l’immagine e aspetterete che arrivi la luce ideale. A volte potrebbero volerci diversi minuti, se non ore, ma quando arriverà la luce perfetta sarete già pronti a scattare senza perdere ulteriore tempo.

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Differenza tra stabilizzatore e treppiede

Uno delle domande che spesso ci si fa prima di acquistare un treppiede è quella di capire se l’acquisto è proprio necessario dato che sulle nostre macchine (la maggior parte oramai) ci sono montati obiettivi con stabilizzatori d’immagine che già fanno un ottimo lavoro per evitare il micromosso.

E’ una domanda lecita ma sappiate che, per quanto gli stabilizzatori abbiano raggiunto elevate tecnologie di costruzione e sono perfetti in molte situazioni, NON potranno MAI arrivare ad uguagliare un treppiede.

Un esempio? Provate a scattare a mano libera con un tempo di posa di 1 secondo. Sfido chiunque ad ottenere una foto completamente a fuoco. Ripetete l’esercizio con il treppiede e vedrete che questo non sarà un problema e che la foto sarà perfetta. Lo stabilizzatore vi darà una mano sino a 1/20-1/30 di secondo, oltre non ci può arrivare per un ovvio limite tecnico.

Composizione del treppiede

Un treppiede di qualità è composto essenzialmente da soli 2 elementi:

  • La struttura vera e propria a 3 gambe (più un montante centrale)
  • Una testa intercambiabile alla quale attaccare la macchina fotografica

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La struttura

La struttura di un buon treppiede è solitamente prodotta con materiali di alta qualità come l’alluminio o la fibra di carbonio. Le strutture in alluminio solitamente pesano abbastanza ma si adattano a tutte le situazioni e costano relativamente poco, al contrario i treppiedi in fibra di carbonio sono molto più leggeri, decisamente più stabili, ma ovviamente costano molto di più di quelli in alluminio.

Entrambe le tipologie costruttive presentano comunque delle gambe suddivise in sezioni, solitamente 2, 3 o 4.

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La differenza sostanziale è che più sezioni ci sono e più compatto sarà il treppiede da chiuso. Immaginate di avere un tubo di 2 metri. Se lo scomponete in 2 parti uguali avrete 2 tubi da 1 metro (altezza da chiuso) ma se lo scomponete in 4 l’altezza minima sarà 50 cm…una bella differenza soprattutto quando lo si deve portare in giro.

Di contro però c’è da dire che i treppiedi a 4 sezioni sono meno stabili di uno a 2 sezioni quindi anche qua dipende dall’uso che ne dovrete fare. Se vi serve poco ingombro andate sulle 4 sezioni, se dovete far foto in studio e non v’interessano peso e grandezza andate sulle 2-3 sezioni che sicuramente avrete più stabilità.

La testa intercambiabile

La testa intercambiabile è quell’elemento montato sulla parte superiore del treppiede dove ci si attacca la fotocamera e che ci consente di muoverla in tutte le direzioni (cosa non possibile se la fotocamera fosse attaccata direttamente alla vite del treppiede) permettendoci di comporre più facilmente e con più precisione la scena.

Essendo intercambiabile possiamo acquistare la testa separatamente dal treppiede e sceglierla in base alle nostre esigenze. Le tipologie di teste sul mercato più utilizzate sono le seguenti:

  • Testa a 3 movimenti
  • Testa a sfera
  • Joystick
  • Testa a cremagliera
  • Testa a bilanciere

Andiamole a vedere nel dettaglio.

Le tipologie di teste

Testa a 3 movimenti

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La testa a 3 movimenti è quella con il funzionamento più semplice. In questa testa sono presenti 3 manopole che servono per muovere la fotocamera lungo i 3 assi. Di tutte le teste questa solitamente è la più economica ma allo stesso tempo è anche molto ingombrante a causa delle manopole sporgenti pertanto non è adatta a chi viaggia molto.

Inoltre, dovendo regolare 3 manopole diverse, non è molto pratica e se avete poco tempo non è sicuramente la testa che fa per voi.

Testa a sfera

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La testa a sfera è probabilmente la testa più utilizzata dai fotografi, è molto versatile e ha il grande vantaggio di avere una velocità di utilizzo molto elevata.

E’ caratterizzata da una sfera rinchiusa in una piccola morsa che viene regolata da una vite di blocco/sblocco presente dietro alla testa. Una volta allentata la morsa, la sfera si può muovere sui 3 assi per comporre l’inquadratura per poi bloccare nuovamente la sfera nella posizione desiderata stringendo la vite posteriore.

Sicuramente è molto meno precisa rispetto a molte altre teste ma la velocità d’utilizzo e le dimensioni ridotte (in quanto priva di manopole sporgenti) sono caratteristiche da tenere assolutamente in considerazione al momento dell’acquisto.

Testa a joystick

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La testa a joystick possiede la stessa fluidità e velocita d’utilizzo della testa a sfera, se non di più. La leva di blocco/sblocco è stata messa direttamente sulla manopola del joystick per cui è molto veloce comporre un inquadratura.

Nonostante questa sua versatilità non è molto utilizzata e sul mercato ci sono pochissimi modelli. Come la testa a sfera, anche questa a joystick è utilizzabile in qualsiasi contesto a patto che non la si carichi con molto peso.

 

Testa a cremagliera

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La testa a cremagliera è molto simile come funzionamento alla testa a 3 movimenti. Anche in questo tipo di testa sono presenti 3 manopole (ma di dimensioni molto ridotte) che, a differenza della testa a 3 movimenti, sono prive di frizione e ruotandole eseguono movimenti millimetrici e precisissimi, oltre che molto lenti.

E’ una testa indicata per le foto di estrema precisione come le foto paesaggistiche o, in particolar modo, per la macrofotografia dove ogni singolo millimetro fa la differenza.

E’ solitamente molto robusta ma, non essendo molto versatile e soprattutto lentissima, non viene venduta così facilmente.

Testa a bilanciere

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La testa a bilanciere viene utilizzata nella fotografia naturalistica e sportiva e serve principalmente a sostenere il peso di grandi teleobiettivi che devono appunto essere “bilanciati” per evitare rovinose cadute.

Queste teste solitamente sono grandi e dal peso notevole ma dovendo appunto sorreggere obiettivi anche da più di 5 KG si capisce subito il perché non possano essere di dimensioni e peso ridotti.

Sono formate da un braccio a forma di mezzaluna attaccato al treppiede il quale, a sua volta, ha un braccio basculabile sul quale viene attaccato il teleobiettivo. Tutte le teste a bilanciere sono utilizzabili solo con teleobiettivi aventi il “collare” per treppiede. (solitamente dai 200mm in su)

Conclusioni – Scelta del treppiede

Se siete arrivati a leggere sino a qua potrebbe essere che abbiate ancora più dubbi rispetto a prima riguardo alla scelta di un buon treppiede. Sappiate che NON è per nulla semplice, la scelta va ben pensata onde evitare di commettere errori come ho fatto anche io all’inizio.

Il consiglio fondamentale che posso darvi è quello di NON acquistare un treppiede alla bancarella del mercato. 20 euro per un treppiede sono 20 euro buttati via! Con il tempo capirete che un treppiede simile non è per nulla stabile, le manopole non si regoleranno bene e sarà più il tempo che lo maledirete che quello che impiegherete per fare fotografie.

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Oltre al budget, che è ovviamente la cosa più importante ma che vi ripagherete presto, dovete tenere in considerazione diverse cose prima dell’acquisto di un treppiede e dell’eventuale testa. Se vi serve un treppiede per fare trekking e ve lo dovete portare sempre dietro, dovete optare per un treppiede leggerissimo e poco ingombrante. Al contrario, se dovete fare foto in studio e non v’interessa nulla dell’ingombro e del suo peso, vi consiglio di optare su un treppiede pesante ma solido.

Altra cosa fondamentale da tenere in considerazione è il peso che ci metterete sopra. Tutti i treppiedi, nelle loro caratteristiche, hanno il peso massimo di carico. Il mio consiglio è di pesare la vostra fotocamera con montato l’obiettivo più pesante che avete e di tenere in considerazione quel peso + 30%.

Se la vostra fotocamera con montato l’obiettivo pesano 3 kg, acquistate un treppiede che possa reggere almeno 4 Kg circa….state abbondanti!!!

Per la testa invece, come vi ho già spiegato sopra, se non dovete fare fotografie particolari dove vi serve versatilità e/o precisione, vi consiglio di acquistare una testa a sfera che andrà bene nel 99% dei casi.

Io ho acquistato su amazon questo kit della manfrotto. Il treppiede manfrotto 190 GO, per l’uso che ne devo fare, (grandi passeggiate e fotografia naturalistica con tanto di macro) penso che sia perfetto. E’ leggero, molto versatile, ha una buona qualità costruttiva e regge tranquillamente il peso della mia Canon 5D Mk3…consigliatissimo!

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Con questa 10 lezione si conclude la parte riguardante la macchina fotografica e i suoi accessori. Prima di arrivare alle lezioni vere e proprie su come fare a fare fotografie abbiamo dovuto conoscere il mezzo che abbiamo tra le mani. Nell’11° lezione parleremo della differenza tra le immagini JPG e le immagini in formato nativo RAW.

Se vi siete persi le lezioni precedenti potete sempre consultarle a questo link.

Spero che questa lezione vi sia piaciuta, aiutatemi a condividerla sui vari social network. Grazie.

Corso di fotografia online gratuito – 10° lezione – Il treppiede ultima modifica: 2016-03-24T18:38:14+00:00 da Stefano

Riguardo all'autore

Stefano

Sono un informatico con la passione smisurata per la fotografia, ho fondato il PHOTOBLOG nell'estate del 2016 per cercare di unire la mia passione al mio lavoro.
Ho iniziato per scherzo e ora mi ritrovo, con enorme orgoglio e umiltà, a gestire un sito in continua crescita tra i più visitati in Italia nel suo genere.
Cerco sempre notizie fresche, collaborazioni con fotografi e argomenti che possano essere utili a chiunque si avvicini al fantastico mondo della fotografia.

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