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Corso di fotografia online – 17° lezione – L’esposizione

esposizione

Dopo aver visto nelle lezioni precedenti l’apertura del diaframma, il tempo di esposizione e la sensibilità ISO, in questa nuova lezione andiamo a conoscere quello che ritengo il cuore di tutto questo corso e della fotografia in generale. Oggi parleremo dell’esposizione fotografica, un concetto base che deve essere assolutamente conosciuto da chiunque si voglia cimentare a far fotografie indipendentemente dalla fotocamera che sta usando, che sia essa un’analogica, una reflex, una mirrorless o una compatta. E’ impossibile fare fotografia se non si ha ben chiaro cosa sia l’esposizione. Tranquilli, al termine di questa lezione vi sarà tutto più chiaro. Partiamo…

Definizione di esposizione

In fotografia il termine esposizione indica la quantità di luce, catturata dal sensore, che entra attraverso l’obiettivo per un lasso di tempo definito (tempo di esposizione).

esposizione = intensità luminosa × tempo di esposizione

Si dice che una fotografia è correttamente esposta quando non è eccessivamente scura (sottoesposta) o eccessivamente chiara (sovraesposta).

Triangolo dell’esposizione

I parametri che determinano l’esposizione finale della nostra immagine sono solamente 3:

  • L’apertura del diaframma
  • Il tempo di esposizione
  • La sensibilità ISO

Apertura del diaframma: è la dimensione del foro nell’obiettivo attraverso cui passa la luce. Un’apertura ampia dell’obiettivo, come f/2.8, permette il passaggio di molta luce. Per contro, un’apertura piccola, come f/16, blocca la maggior parte della luce.

Tempo di esposizione: è l’intervallo di tempo durante il quale la luce raggiunge il sensore. Può durare poco, ad esempio 1/4000 di secondo, o molto, ad esempio 30 secondi o più.

Sensibilità ISO: è la sensibilità del sensore digitale. Un valore ISO basso, ad esempio 100, significa una scarsa sensibilità. Un valore ISO alto, come 12.800, comporta una maggiore sensibilità alla luce del sensore.

Questi 3 parametri, che abbiamo visto in dettaglio nelle lezioni precedenti, vanno a creare quello che in fotografia si chiama “Triangolo dell’esposizione” e sono strettamente legati tra di loro.

esposizione

Ogni volta che scattate in automatico non dovete preoccuparvi di questi 3 parametri perché è la vostra fotocamera, attraverso un strumento chiamato esposimetro, che si preoccupa di calcolarli correttamente al fine di ottenere un’immagine correttamente esposta. Se però disponete di una reflex o di una fotocamera con la ghiera avente le funzioni identificate con le sigle A – Av – T – Tv – S – M, significa che potete prendere il controllo manuale dell’esposizione e decidere in autonomia su come variare questi 3 parametri.

Ora che abbiamo visto quali sono i 3 parametri fondamentali per l’esposizione di un’immagine vediamo in dettaglio come interagiscono tra di loro. Per poter esporre correttamente un’immagine ci sono molteplici combinazioni che possono essere usate, vediamo un esempio.

  • Se aumentiamo la sensibilità ISO, rendendo quindi il sensore più sensibile alla luce, potremo velocizzare il tempo di scatto o chiudere maggiormente l’apertura del diaframma per fare entrare poca luce.
  • Se ci serve un tempo di scatto di qualche secondo non possiamo far altro che chiudere il più possibile l’apertura del diaframma per evitare che entri troppa luce.
  • Se invece dobbiamo fotografare una macchina da formula 1 che sfreccia in pista e ci serve un tempo di 1/4000 di secondo dobbiamo per forza aprire il più possibile il diaframma per far entrare molta luce, se non basta nemmeno questo dobbiamo aumentare la sensibilità ISO.

Non c’è una regola ben precisa, una corretta esposizione può esser raggiunta in differenti modi. Dovete innanzitutto valutare la situazione che state fotografando e vi dovete chiedere:

  • c’è un soggetto in movimento? (tempo ridotto)
  • voglio uno sfondo sfuocato? (diaframma aperto)
  • c’è pochissima luce? (sensibilità ISO alta, diaframma aperto o tempo lungo)

E’ vero che lo stesso risultato lo potete ottenere esponendo correttamente un’immagine in diversi modi (catturando la stessa quantità di luce), ma è anche vero che il risultato estetico delle diverse immagini cambia completamente. Per farvi capire meglio questo concetto vi farò un esempio con delle fotografie.

Prima però ripassiamo velocemente le scale dei vari parametri, con salti di 1 STOP, che ci serviranno per capire meglio l’esempio sotto: (queste sono scale di esempio, possono essere più o meno estese a seconda della macchina).

Apertura: f/1,4 – f/2,0 – f/2,8 – f/4,0 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22
Tempi: 1/15 – 1/30 – 1/60 – 1/125 – 1/250 – 1/500 – 1/1000 – 1/2000 – 1/4000
Sensibilità (ISO): 50 – 100 – 200 – 400 – 800 – 1600 – 3200 – 6400 – 12800

Nelle 2 foto d’esempio che vedrete sotto, ho tenuto fissa la sensibilità ISO in entrambi gli scatti a 1600 ISO. Nel primo caso ho usato un apertura d diaframma a F/4 che mi ha permesso un tempo di scatto velocissimo a 1/500 di secondo, nel secondo esempio invece ho chiuso il diaframma a f/22 e il tempo si è decisamente alzato a 1/15 di secondo.

Ora fate caso alla scala sopra, nei 2 scatti ho cambiato l’apertura da f/4 a f/22 che equivalgono ad un salto di 5 STOP e, per ottenere la stessa corretta esposizione, ho dovuto cambiare il tempo di scatto di esattamente 5 STOP, da 1/500 sec. a 1/15. L’unica differenza è che con i tempi mi sono spostato in senso opposto perché apertura e tempi sono inversamente proporzionali. Se chiudo il diaframma si allungano i tempi, viceversa se apro il diaframma i tempi si accorciano.

Lo avrete sicuramente notato, le 2 immagini pur avendo la stessa esposizione corretta sembrano 2 immagini completamente differenti. Questo è dovuto all’apertura del diaframma a F/4 che produce una ridottissima profondità di campo a differenza di un diaframma a f/22 che mette a fuoco tutto.

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Come calcola l’esposizione la fotocamera

Sia che stiate fotografando in modalità automatica o semi-automatica sia che utilizziate la modalità completamente manuale, la vostra fotocamera è in grado di dirvi se l’esposizione che state utilizzando è corretta.

Per far ciò la fotocamera è dotata di uno strumento interno chiamato esposimetro che è in grado di valutare la quantità di luce che entra dall’obiettivo ed è in grado di dirvi se la combinazione di ISO, apertura diaframma e tempo di otturazione impostati sono corretti.

La maggior parte delle fotocamere in commercio hanno inoltre, tra i vari menù, la possibilità di farvi scegliere la modalità di misurazione dell’esposizione. Solitamente queste modalità sono 4 e sono le seguenti:

esposizione Misurazione valutativa: un modo di misurazione generico e adatto a molte situazioni che divide l’area dell’immagine in varie zone. I sensori poi misurano la luminosità della luce in ciascuna zona in base al tipo di scena impostata.
esposizione Misurazione parziale: effettua la lettura dall’area centrale del mirino (dal 6 al 10%, a seconda del modello di fotocamera). Questa modalità può essere utile quando lo sfondo è molto più luminoso del soggetto, come in caso di retroilluminazione.
esposizione Misurazione spot: utile quando si desidera misurare un’area specifica del soggetto o della scena (dall’1,5 al 4% del mirino, a seconda del modello di fotocamera). Per situazioni simili alla misurazione parziale ma quando il soggetto è una parte più piccola della tua immagine.
esposizione Misurazione media pesata al centro: la fotocamera tiene in maggiore considerazione l’area centrale del mirino, impostando la misurazione al centro e poi calcolando un valore medio in base all’intera scena.

Come esporre correttamente

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Una volta scelta la modalità d’esposizione avete diversi modi per controllare la corretta esposizione finale dell’immagine che state per fare.

1) Modalità live view attivata

Se state fotografando con il live view (ovvero con il dispay lcd che vi mostra un’anteprima della scena inquadrata) potrete già avere un idea dell’esposizione finale della vostra immagine ancora prima di scattare. Provate a cambiare di uno dei 3 parametri del triangolo dell’esposizione e vedrete anche cambiare la luminosità sul display.

Lo svantaggio di questa modalità è che in condizioni di luce forte il display potrebbe non essere ben visibile e pertanto l’esposizione potrebbe essere sbagliata senza che ve ne accorgiate. In questo caso vi viene in aiuto l’istogramma che abbiamo visto nella 12 lezione. Cliccando il tasto “info” o il tasto “display” (dipende dalla macchina) comparirà l’istogramma in un angolo del vostro schermo che vi indicherà se la foto che state per scattare è correttamente esposta.

Un’immagine correttamente esposta deve avere un istogramma a forma di “montagna” con il suo picco nella zona dei mezzitoni. Nell’immagine qua sotto possiamo notare che tutta la gamma tonale è stata coperta, dalle ombre a sinistra fino alle luci a destra.

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Si dice che un’immagine è sottoesposta quando le zone scure sono in maggioranza, l’istogramma avrà la curva spostata tutta verso sinistra. Al contrario, un’immagine sovraesposta è un’immagine molto chiara con la curva dell’istogramma spostata verso destra.2

2) Modalità live view spenta

Nel caso abbiate deciso di scattare con il live view spento avete 2 ulteriori possibilità di controllare se l’esposizione che state utilizzando è corretta.

Sul display della vostra fotocamera, oltre a tutti i parametri di scatto impostati, potete notare la presenza di una scala punteggiata che va da -2 sino a +2 con un quadratino sotto di essa (vedi immagine qua sotto). I numeri indicano gli STOP e quando il quadratino è in corrispondenza dello zero significa che l’esposimetro sta calcolando una corretta esposizione finale.

Se il quadratino è invece spostato a sinistra significa che la foto finale sarà probabilmente sottoesposta ovvero scura, al contrario se il quadratino è spostato a destra sta ad indicare che l’immagine finale sarà troppo chiara ovvero sovraesposta.

esposizione

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Il quadratino non in prossimità dello zero vi obbligherà a modificare uno dei 3 parametri fondamentali dell’esposizione onde evitare di sbagliare lo scatto finale.

Se fate come me ed appoggiate l’occhio all’interno del mirino senza l’uso del display o del ive liew, non preoccupatevi perché la scala dell’esposizione c’è anche all’interno del mirino nella parte inferiore dell’inquadratura.

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Esposizione errata e compensazione dell’esposizione

Anche se la fotocamere interpretano quasi sempre correttamente l’esposizione finale, ci sono situazioni in cui la luce diventa particolare e l’esposimetro mostra i suoi limiti sbagliando a calcolare la quantità di luce in ingresso. Di seguito vengono indicate cinque situazioni in cui cadono sempre in errore anche le reflex professionali:

  1. Ambienti con la neve
  2. Fotografie in controluce
  3. Ambienti scuri (per esempio, ambienti stradali notturni)
  4. Esposizioni prolungate (per esempio, cascate o ambienti notturni)
  5. Utilizzo del flash (per esempio, istantanee in ambienti chiusi)

La causa dell’errore è abbastanza semplice: la fotocamera viene ingannata dalla troppa (o poca) quantità di luce presente cercando di trasformare i bianchi (o neri) in grigio medio a 18%. Fateci caso per esempio quando fotografate la neve, in tutti i vostri scatti sembra che la neve sia grigia e non bianca proprio perché l’esposimetro cattura troppa luce e pertanto tende a sottoesporre l’immagine rendendola scura. (vedi foto qua sotto)

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In questo caso ci viene in aiuto la compensazione dell’esposizione che è accessibile attraverso un menu (o un tasto sulla fotocamera) e modificata attraverso la rotazione della ghiera presente sul dorso della fotocamera.

Lo scopo della compensazione è quello di dire alla fotocamera di catturare più o meno luce di quella che l’esposimetro sta calcolando in quel momento. Girando la ghiera notate che il quadratino si sposta verso destra o sinistra a seconda se volete sotto o sovraesporre. Nell’esempio sopra dello sciatore sulla neve grigia, per ottenere uno scatto correttamente esposto dovete compensare l’esposizione di almeno 1 STOP portando il quadratino sul +1 (sovraesposizione). Rifacendo lo scatto, la neve sarà decisamente più naturale.

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Conclusioni

Ritengo che la conoscenza dell’esposizione e del suo triangolo sia probabilmente la cosa più importante da conoscere se ci si vuole cimentare con il mondo della fotografia. All’inizio vi sembrerà molto complesso ma con il passare del tempo (e dopo molti errori) vedrete che il concetto vi diventerà automatico.

Come ho già detto prima, non c’è una regola precisa per esporre correttamente un’immagine. Ogni situazione deve essere valutata attentamente. Cercate di capire quanta luce c’è attorno a voi, se il soggetto da immortalare è in movimento oppure è fermo.

Partite tenendo il più basso valore di sensibilità ISO per evitare il rumore e giocate con l’accoppiata diaframma/tempi. Se poi non ci sono le condizioni per scattare con una buona esposizione allora aumentate la sensibilità ISO senza indugiare.

Sperimentate e provate a scattare la stessa immagine cambiando i 3 valori del triangolo, solo così potrete conoscere meglio le dinamiche dell’esposizione e prendere più dimestichezza con la vostra fotocamera.

Nella prossima lezione vedremo la ghiera e tutte le diverse modalità di scatto della nostra reflex. Se vi siete persi le lezioni precedenti potete sempre consultarle a questo link.

Spero che questa lezione vi sia piaciuta, aiutatemi a condividerla sui vari social network. Grazie.

Corso di fotografia online – 17° lezione – L’esposizione ultima modifica: 2016-11-28T09:27:10+00:00 da Stefano

Riguardo all'autore

Stefano

Sono un informatico con la passione smisurata per la fotografia, ho fondato il PHOTOBLOG nell'estate del 2016 per cercare di unire la mia passione al mio lavoro.
Ho iniziato per scherzo e ora mi ritrovo, con enorme orgoglio e umiltà, a gestire un sito in continua crescita tra i più visitati in Italia nel suo genere.
Cerco sempre notizie fresche, collaborazioni con fotografi e argomenti che possano essere utili a chiunque si avvicini al fantastico mondo della fotografia.

6 Commenti

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  • Grazie Stefano x il capitolo sulla esposizione. Ulteriori riflessioni utile grazie alla semplificazione meravigliosa di cui sei capace.
    Francesco

  • Volevo solo segnalare che la scala dei diaframmi è sbagliata. Dopo f/1.4 (con intervallo di uno stop) viene f/2. Mentre f/1.8 è una apertura intermedia tra le due molto diffusa soprattutto nelle ottiche cosiddette “normali”.

  • Ciao Fabio, grazie del tuo passaggio. Scusami ma in questa lezione non parlo di Kelvin per cui penso che tu abbia sbagliato a commentare. Probabilmente volevi lasciare il commento alla lezione sul bilanciamento del bianco. Nessun problema comunque.
    Ho corretto l’indicazione lasciando solo K, in effetti il simbolo “°” non serve, ho sbagliato io.
    Per quanto riguarda i “gradi” mi hai messo un grosso dubbio, effettivamente anche wikipedia non parla di gradi ma solo di Kelvin, ma TUTTE le altre fonti che ho usato per la lezione (e praticamente tutti i siti sul web o quasi) parlano di gradi. Sono convinto che tu abbia ragione ma ho sempre pensato che fossero “gradi” kelvin.
    Grazie mille della precisazione comunque. Ora m’informo meglio.

  • Solo un piccolo appunto: i Kelvin non sono gradi e si indicano solo con K.
    Per il resto, complimenti per il corso! Davvero interessante e ben scritto!

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