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Corso di fotografia online – 27° lezione – I ritratti

ritratti

Il bisogno di proiettare le proprie forme sulla natura e di raffigurare se stessi, è un rito antichissimo. Già in epoca preistorica gli uomini dipingevano sulle parti delle caverne semplici, ma possenti, immagini antropomorfe.

Quando si parla di fotografia ritrattistica bisogna essere coscienti delle radici profondissime che questa forma di rappresentazione ha gettato nella psiche, nella cultura e nella storia dell’uomo.

Tramandare ai posteri i propri ritratti e quelli dei nostri cari è un modo per conservare dei legami con il mondo anche dopo la morte. I nostri album di famiglia non sono altro che il sostituto moderno di un rituale antichissimo.

BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA RITRATTISTICA

Il primo ritratto fotografico fu fatto a Robert Cornelius nel lontano 1839, quasi 20 anni dopo l’invenzione della fotografia. Si può ben immaginare che non appena inventata la fotografia, il primo istinto fosse appunto quello di applicarla al ritratto, ma non fu possibile.

Le prime fotografie, a causa di limitazioni tecniche, necessitavano di tempi di posa di 20-30 minuti circa. Tempi ovviamente troppo lunghi per un ritratto che sarebbe apparso ovviamente mosso.

Con il passare degli anni migliorarono le tecniche fino all’invenzione del dagherrotipo (1839), una tecnica che produceva un’immagine su una lastra di metallo ritenuta una vera opera d’arte in quel tempo.

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In quel periodo i quotidiani erano oggetti di lusso che non potevano essere ancora corredati di fotografie pertanto i primi ritratti fotografici erano circondati da una sacralità che traspariva con vigore da questi volti impegnati a offrire di sé immagini piene di dignità unita però ad una certa timidezza.

La continua evoluzione tecnica permise di passare in breve tempo dal dagherrotipo, unico nella sua esemplarità, al procedimento negativo-positivo, che consentì di ricavare da un negativo su lastra un numero elevato di positivi su carta, poco costosi e di esecuzione relativamente facile.

Questo determinò una nuova fase nella storia, non solo della fotografia, ma anche delle arti visive in genere. La fotografia ritrattistica, sino a quel momento genere estremamente costoso e riservato a pochi, divenne alla portata di tutti o quasi.

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Nel 1854 il fotografo francese André Adolphe Eugène Disdéri, cercando di abbassare ulteriormente il costo delle stampe, escogitò il modo di fare 8 ritratti su un’unica lastra dando il via alla moda delle “cartes del visite” (biglietti da visita corredati da ritratto). Inizialmente furono un grosso flop ma nel 1859 quando Napoleone III in partenza per l’Italia si fermo nello studio di Disdèri per farsi un ritratto, la moda delle cartes de visite esplose incontenibile.

Nella fotografia ritrattistica moderna si sono sviluppate tecniche sempre più strane e raffinate, ma di comprensione non sempre agevole: è divenuta così un’arte per pochi mentre la fotografia commerciale è riuscita a fornire “il ritratto per tutti”.

Le ricerche d’avanguardia hanno coinvolto successivamente anche la fotografia, in una interessante produzione di ritratti non centrati sulla somiglianza esteriore. L’interesse si è concentrato sulla ricerca grafica e compositiva e sulla sperimentazione di nuovi trattamenti del materiale sensibile come: la solarizzazione, il bassorilievo, ecc..

Questo fenomeno è decisamente evidente in Andy Warhol, esponente di primo piano della pop art Americana, dove toni e colori sono completamente sovvertiti, ricostruendo un’immagine astratta eppure riconoscibile.

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ENTRARE IN SIMBIOSI CON IL SOGGETTO

Una delle cose più difficili nella fotografia ritrattistica è quella di entrare in sintonia con il soggetto che stiamo fotografando in modo da rompere il ghiaccio e fargli superare quel momento d’imbarazzo che rischierebbe di compromettere la fotografia finale.

Se stiamo fotografando un amico/a o un parente, grandi problemi non ce ne dovrebbero essere ma spesso vi capiterà di dover ritrarre persone che non conoscete per cui non tralasciate questo aspetto importantissimo.

Mettere a proprio agio il soggetto di fronte a noi ci permetterà di essere già a metà dell’opera. Non serve essere psicologi per ritrarre una persona, ma sicuramente la nostra sensibilità nell’interagire con chi abbiamo di fronte ci permetterà di trasformare una “semplice” fotografia in una meravigliosa immagine che racconta una storia.

Ci troveremo di fronte soggetti con caratteri completamente differenti: persone sicure di se che si esibiranno in pose plastiche, talmente finte che gli faranno perdere la loro spontaneità e l’immagine finale sarà un disastro.

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Ma ci potrebbero capitare anche persone timidissime che di fronte alla nostra fotocamera si bloccano perdendo totalmente la loro spontaneità. In entrambi i casi bisogna parlare con il soggetto facendogli vedere man mano il risultato dei nostri scatti cercando di correggerlo e rassicurandolo sempre e comunque.

Discorso diverso, se di fronte a noi abbiamo dei bambini. Qua bisognerebbe scrivere un’intera lezione del corso. A questi piccoli soggetti non importa nulla della fotogenia, loro sono semplicemente curiosi di cosa hanno di fronte per cui la nostra fotocamera, specialmente se ci troviamo all’interno di uno studio fotografico, li distrae e gli fa perdere la spontaneità che li contraddistingue. Il trucco è quello di distrarli, raccontargli qualcosa di particolare e farli giocare. Vano ritratti “di nascosto” e possibilmente senza l’uso del flash che li distrarrebbe troppo.

Concludendo: parlate molto con il soggetto di fronte a voi e cercate di entrare in simbiosi con esso il più possibile per metterlo a proprio agio. Ne trarrete enormi vantaggi sul risultato finale.

RACCONTARE UNA PERSONA: L’INQUADRATURA

L’inquadratura del nostro soggetto è estremamente importante perché da questa dipende il messaggio che vogliamo dare all’osservatore della nostra immagine.

Questo modo di raccontare le persone è peculiare soprattutto nel linguaggio cinematografico che si avvale di campi lunghi, controcampi e piani diversi della stessa scena. Pur senza costituire una regola fissa, può essere un esercizio utile per un fotografo quello di provare una sequenza d’immagini dello stesso soggetto con angolature e inquadrature differenti.

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Ecco quindi che ci si può avvicinare al soggetto da una veduta d’insieme, dove l’ambiente circostante gioca un ruolo importante, fino ad arrivare ad un ritratto ravvicinato, in cui il solo volto riempie il fotogramma.

Userò il linguaggio cinematografico per identificare le differenti “inquadrature”. Ripeto che non ci sono regole precise, l’inquadratura deve essere sempre dettata da chi opera dietro alla fotocamera. La fotografia è un’arte e, in quanto tale, il fotografo deve essere libero di esprimersi e di cercare l’inquadratura adatta al messaggio che vuole dare.

Il campo lungo

E’ un’inquadratura in cui il soggetto, se pur identificabile, è abbondantemente circondato dall’ambiente che rispetto ad esso può rivestire maggiore importanza. In alcuni casi l’ambiente è utile a dare molte informazioni sulla personalità del nostro soggetto: la casa, il luogo di lavoro, di sport o di divertimento.

Sunday Morning with Lia by Jerm Cohen on 500px.com

Figura intera

La persona è immortalata dalla testa ai piedi e occupa tutto il fotogramma della fotografia lasciando pochissimo margine sopra e sotto.

_ by Ilya Fedorov on 500px.com


Piano americano

La figura è “tagliata” più o meno all’altezza delle ginocchia.

*** by Stas Pushkarev on 500px.com


Mezzo primo piano (o mezzo busto)

Questa è una delle inquadrature più usate, la figura è “tagliata” a metà torace. In questo tipo d’inquadratura è importante la posizione delle braccia in quanto le mani potrebbero non vedersi.

Maya by Michael Oppelt on 500px.com


Primo piano

Il taglio è all’altezza delle clavicole: è importantissimo in questo tipo d’inquadratura bilanciare gli spazi attorno al soggetto perché risulti armoniosa l’inquadratura finale. In questo caso è importantissimo curare lo sguardo e l’espressione che hanno un’importanza fondamentale.

Hans by Sollena - Photography (Sandra) on 500px.com


Primissimo piano

In questa inquadratura il volto occupa interamente il fotogramma. Lo sguardo è fondamentale e parlerà da solo! Attenzione anche alle imperfezioni della pelle che a questa distanza si vedono tutte.

Tanya by Zachar Rise on 500px.com

L’IMPORTANZA DELLO SFONDO

Nei ritratti fotografici il vostro soggetto è l’elemento unico e principale della fotografia, tutto il resto crea solamente distrazione.

Ogni volta che vi ritrovate a scattare un ritratto guardate sempre come e dove posizionarlo in modo da avere sullo sfondo meno cose possibili. Non serve cercare un muro bianco e probabilmente sarebbe anche banale, cercate solo di non includere troppi elementi.

Budapest by Ivan Gorokhov on 500px.com

 


Il vostro soggetto è il protagonista, non l’ambiente attorno a lui. In questo caso il motto “meno è meglio” è assolutamente valido.

GLI OCCHI SEMPRE A FUOCO

Gli occhi sono la parte più importante di un ritratto fotografico. Gli occhi sono espressivi e parlano da soli, per questo motivo devono essere la parte più a fuoco e nitida del vostro ritratto.

Se avete scelto un’inquadratura a figura intera, questa regola ha poco valore perché vi risulterà a fuoco tutto il soggetto ma se avete scelto un primo piano (o primissimo) avrete una profondità di campo minima, soprattutto se usate un teleobiettivo. Per questo motivo vi dovrete concentrare solamente sul mettere a fuoco gli occhi del vostro soggetto.

Valerie by Aleksandr Doodko on 500px.com

 


Se mettete il soggetto leggermente di profilo, il fuoco va messo sull’occhio più vicino a voi, mai su quello più lontano. Se non vi piace un ritratto con solamente un occhio perfettamente a fuoco, fate girare leggermente il vostro soggetto oppure chiudete maggiormente il diaframma in modo da avere più profondità di campo. Occhio al tempo di scatto però che potrebbe aumentare e rendervi mossa l’immagine finale!

ACCENDETE GLI OCCHI DEL SOGGETTO

Dopo esservi assicurati che gli occhi del vostro soggetto sono a fuoco cercate di illuminarli. In inglese si dice “catchlight” e non è nient’altro che il riflesso negli occhi di una fonte luminosa.

Questo riflesso aggiungerà profondità e dimensione agli occhi del vostro soggetto rendendo il ritratto molto più interessante.

Se vi trovate in uno studio fotografico sarà ovviamente molto semplice perché le luci presenti faranno da sole il loro dovere. In casa potrete farvi aiutare dalla luce naturale della finestra mentre all’esterno può venirvi utile utilizzare un pannello riflettore o un flash esterno posizionato lateralmente rispetto al vostro soggetto. Non fatelo ovviamente guardare il sole!!!

Per darvi un’idea di cosa intendo per “catchlight” vi mostro questa famosissima immagine di Steve Jobs scattata dal fotografo Albert Watson. Fate caso ai ritratti dei grandi fotografi, hanno tutti un riflesso all’interno degli occhi dei loro soggetti. In questa immagine se non ci fosse quel minuscolo riflesso dentro agli occhi, lo sguardo perderebbe d’importanza e diventerebbe piatto.

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L’ATTREZZATURA E GLI ACCESSORI

Nella fotografia ritrattistica è altamente sconsigliato l’uso di una lente grandangolare. Sia perché vi farebbe avvicinare troppo al vostro soggetto (pochi cm) mettendolo in grande soggezione, sia perché gli obiettivi grandangolari deformano i lineamenti delle persone e l’immagine finale sarebbe buffa e poco credibile.

Ecco quindi che, parlando di focali, il mio consiglio è quello di utilizzare una lente che sia almeno 50mm anche perché in questo modo riuscirete ad ottenere un bellissimo sfondo sfocato, tipico della fotografia ritrattistica per mettere in risalto il vostro soggetto.

In commercio esistono ottime focali fisse da 50mm o 85mm. L’unico svantaggio di queste ottiche che essendo appunto fisse non vi permetteranno di zoommare il vostro soggetto, sarete voi con le vostre gambe a spostarvi avanti e indietro per cercare l’inquadratura perfetta.

Una delle lenti più utilizzate in questo genere di fotografia, in particolar modo in studio, è il 70-200mm. Vi permetterà di stare a debita distanza dal soggetto, di avere un ottimo sfocato sullo sfondo e di decidere se ritrarre il soggetto interamente o solo in primo piano rimanendo fermi e utilizzando solamente il super zoom.

Canon Obiettivo, EF 70-200 mm F/4 L IS USM
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Canon Obiettivo, EF 70-200 mm F/4 L IS USM
  • Ottiche serie L
  • Stabilizzatore d'immagine a 4 livelli; apertura massima pari a f/4
  • Lenti in fluorite ed elementi UD, anti-polvere e resistente agli spruzzi, rivestimenti Super Spectra
  • Apertura circolare per morbide sfumature degli sfondi
  • Contenuto: Obiettivo, sacchetto e copriobiettivo

Nella fotografia ritrattistica la luce è tutto, un ritratto illuminato male non trasmetterà mai un’emozione o un messaggio a chi lo guarda. Non sempre avrete la luce perfetta e per questo motivo dovete cercare di ovviare questo possibile problema.

Un accessorio fondamentale per la fotografia ritrattistica è il flash. Non parlo del flash integrato nella vostra fotocamera, essendo completamente automatico non vi permetterà di gestire al meglio le situazioni con luce carente sul vostro soggetto.

Il mio consiglio è quello di acquistare un flash esterno (ne ho parlato approfonditamente nella lezione 8) che vi permetterà di avere il totale controllo sulla luce ulteriore da aggiungere alla vostra scena. Non solo, i flash esterni sono anche “pilotabili” a distanza grazie ad un accessorio chiamato “trigger”. In questo modo avrete la possibilità di staccare il flash dalla fotocamera e di posizionarlo in zone lontane da voi ma che volete in qualche modo illuminare.

Essendo “pilotati” a distanza con il trigger wireless, agiranno esattamente come se lo aveste collegato direttamente sopra la vostra fotocamera.

Neewer NW565EX E-TTL LCD Display Slave flash Speedlite kit per Canon DSLR, include: (2) NW565 C flash + (1) GHz 3-in-1 wireless Trigger + (2) morbido & duro diffusore + C1/C3 cavo + (2) custodia copriobiettivo
12 Recensioni
Neewer NW565EX E-TTL LCD Display Slave flash Speedlite kit per Canon DSLR, include: (2) NW565 C flash + (1) GHz 3-in-1 wireless Trigger + (2) morbido & duro diffusore + C1/C3 cavo + (2) custodia copriobiettivo
  • Numero Guida 58 (ISO 100, 180mm). Flash Copertura 18mm-180mm.
  • Funzioni addizionali: sincro sulla seconda tendina, FEC, FEB, zoom Zoom Manuale/Automatico, suono di indicazione, impostazione predefinita, impostazione salvata automaticamente, porta PC, modalità di risparmio e protezione contro surriscaldamento
  • Dotato di una presa di ricarica per alimentazione esterna e una porta PC per l'utilizzo del cavo sync di PC.
  • Modalità Flash: TTL,M,FEB,Slave,S1,S2,Multi
  • Kit Include: 2* (Neewer Flash + Trigger + Cavi + Diffusori + Copriobiettivo)

Un altro accessorio non indispensabile ma sicuramente utile è il pannello riflettente. Se state fotografando in esterna viene naturale posizionare il vostro soggetto in modo che abbia il sole di fronte e che venga completamente avvolto dalla luce. Questo però farà chiudere gli occhi al vostro soggetto e i ritratti non saranno naturali, la luce del sole è troppo potente ed è normale socchiudere gli occhi quando ci troviamo di fronte alla luce solare.

Il mio consiglio è quello di mettere il sole lateralmente al soggetto (o addirittura dietro), vi dovrete avvalere però di un pannello riflettore che vi aiuterà a far “rimbalzare” la luce sul soggetto illuminandolo senza però farlo accecare. Oltre ad agevolare lo sguardo del soggetto, il pannello riflettente andrà ad illuminare eventuali ombre dure che si creano solitamente quando c’è troppo sole nelle ore centrali della giornata.

Neewer 5 In 1 Portabile 24 X 36 '/ 60 X 90 cm Rotonda Pieghevole Multi Disc Fotografia Photo Studio Fotografico Fotocamera Luce Riflettore / Diffusore Con Valigetta, Ottimo per Servizi Fotografici e Scattare Foto in Luce Accurato
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Neewer 5 In 1 Portabile 24 X 36 "/ 60 X 90 cm Rotonda Pieghevole Multi Disc Fotografia Photo Studio Fotografico Fotocamera Luce Riflettore / Diffusore Con Valigetta, Ottimo per Servizi Fotografici e Scattare Foto in Luce Accurato
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  • Include 5 riflettori diversi (di argento, oro, bianco, nero e trasparente).
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  • Il borsone è fatto in materiale nero robusto con chiusura lampo ad alta qualità.

SCEGLIERE L’ORA GIUSTA

Un modo per ottenere ottimi ritratti fotografici è quello di scattare quando il sole è basso all’orizzonte ovvero da 1 ora prima del tramonto o sino ad 1 ora dopo l’alba. I fotografi amano chiamare questa ora come la “golden hour”, l’ora d’oro. Il sole è basso, la luce non è forte come durante il giorno e la temperatura della luce è calda e perfetta per i ritratti.

Autumn Sun by Bruno Birkhofer on 500px.com


Difficilmente farete sessioni fotografiche all’alba, il 99% delle volte scatterete al tramonto ma vi garantisco che l’alba è perfetta per fotografare, meno per puntare la sveglia.

Innanzitutto non dovrete correre perché il sole nasce e non tramonta per cui non avrete fretta di scattare, al massimo la luce diventerà più chiara e forte ma sicuramente non rimarrete al buio. Altro vantaggio dell’alba è che in certi periodi dell’anno potrete trovare una leggera foschia che donerà una sorta di magia ai vostri ritratti. Provare per credere!

ATTENDERE LA FINE DEL TEMPORALE

Una situazione molto interessante per scattare ottimi ritratti fotografici e trovare una luce unica è dopo un bel temporale.

Quando le nuvole cominciano a diradarsi troverete una luce diffusa e morbida, perfetta per immortalare il vostro soggetto. Se c’è un temporale in previsione, non annullate la vostra sessione fotografica in esterna.

Attendete la fine della tempesta e ai primi raggi di sole uscite a scattare, ne varrà sicuramente la pena.

Ovvio che se il meteo annuncia pioggia per una settimana è meglio starsene in casa a bere una cioccolata in tazza!

LASCIARE “RESPIRO” OLTRE LO SGUARDO

Se state fotografando il vostro soggetto di profilo o leggermente di lato, non posizionate il volto esattamente al centro dell’inquadratura, mettetelo leggermente da una parte cercando di seguire la regola dei terzi o rispettando la sezione aurea. (ne abbiamo parlato nelle lezioni nr. 20-21)

In questo caso però state molto attenti a dove è diretto lo sguardo del vostro soggetto che dovrà guardare verso la parte dell’immagine che resta vuota per non “soffocare” l’immagine finale.

Nell’immagine che vedete qua sotto ho inquadrato il mio soggetto decentrandolo e mettendolo sulla parte sinistra dando un senso di profondità all’immagine. Il suo sguardo va verso la parte “vuota” dell’immagine. Nel nostro subconscio tendiamo a proseguire il suo sguardo per immaginare cosa stia osservando e lo facciamo “leggendo” l’immagine da sinistra (i suoi occhi) verso destra.

Guardate se lo stesso soggetto non avesse “aria” davanti. Risulterebbe schiacciato e la foto perderebbe tutta la sua profondità!

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USATE LE LINEE GUIDA PER RISALTARE IL SOGGETTO

Per aiutare l’osservatore a concentrare la sua visione sul vostro soggetto, aiutatevi con gli elementi che trovate nell’ambiente in modo da creare una sorta di “cornice” naturale nella quale posizionerete il soggetto. Usate elementi basilari come porte o finestre per far convogliare lo sguardo di chi osserva all’interno dove ci sarà il vostro soggetto.

Autumn dream by Jovana Rikalo on 500px.com


In mezzo alla natura potete usare un’apertura tra dei cespugli o un ramo alla fine del quale troveremo il soggetto. Si chiamano linee guida proprio perché guidano lo sguardo dell’osservatore su quello che conta veramente nell’immagine. Potete usare strade, marciapiedi, rami o qualsiasi altra cosa che vi porti lo sguardo direttamente sul soggetto.

ABBASSATEVI PER RITRARRE I BAMBINI

Come anticipato prima non è per nulla semplice ritratte i bambini. Sono imprevedibili, sempre in movimento e poco collaborativi nelle immagini di ritratto.

Se volete cimentarvi in questo arduo tentativo non state in piedi ma abbassatevi al loro livello mettendovi in ginocchio o seduti. In questo modo avrete 2 vantaggi: riuscirete ad includere anche l’orizzonte dietro al soggetto e non solo la terra che non è proprio piacevole da vedere ma soprattutto riuscirete a scattare una foto dal loro punto di vista dando al soggetto più forza all’interno della fotografia.

with my best friend by Radoslaw Dranikowski on 500px.com

Occhio con i tempi di scatto però. I bambini non si mettono in posa e corrono in tutte le direzioni per cui dovrete tenere un tempo di scatto molto veloce onde evitare l’effetto mosso finale. Se la luce è poca e non avete un flash a disposizione, aumentate la sensibilità ISO ma cercate per quanto possibile di utilizzare un tempo che non sia minore di 1/250 sec. almeno.

GUARDATE OLTRE AL VOSTRO MIRINO

Questo suggerimento vale in particolar modo se state eseguendo una sessione di ritratti fotografici in un ambiente affollato come una piazza o una strada con del traffico. Non guardate solamente all’interno del mirino della fotocamera, prima di scattare e dopo aver interagito con il soggetto facendolo sentire a suo agio, date una veloce occhiata a tutto ciò che circonda il soggetto in modo da non trovarvi a scattare con elementi di disturbo che entrano nell’immagine all’ultimo istante.

Mi riferisco per esempio a macchine che passano in strada o ad altre persone che improvvisamente sbucano dal nulla rovinandovi la fotografia. Date sempre uno sguardo tutto attorno a voi e non focalizzatevi solamente sul soggetto. Occhio anche agli oggetti dietro al soggetto, non è bello vedere spuntare un palo della luce o un albero dietro la testa della persona che state immortalando.

Conclusioni

In questa lezione abbiamo visto alcuni aspetti fondamentali della fotografia ritrattistica, uno dei generi fotografici che riescono maggiormente ad emozionare l’osservatore.

Questo genere non è solamente la costruzione di uno scatto fatta di tecniche e regole da seguire. Nella fotografia ritrattistica c’è la ricerca continua da parte del fotografo di provare a raccontare la storia, le emozioni e i sentimenti del soggetto che si trova di fronte.

Non è per nulla semplice e penso fortemente che sia uno dei generi fotografici più difficili da imparare ma allo stesso tempo è sicuramente uno più intriganti e soddisfacenti!


Nella prossima lezione giocheremo con la luce e vedremo come fare un “light painting”. Se vi siete persi le lezioni precedenti del corso di fotografia, potete sempre consultarle a questo link.

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Spero che questa lezione vi sia piaciuta, aiutatemi a condividerla. Grazie.

Corso di fotografia online – 27° lezione – I ritratti ultima modifica: 2019-01-10T07:00:14+00:00 da Stefano

Riguardo all'autore

Stefano

Sono un informatico con la passione smisurata per la fotografia, ho fondato il PHOTOBLOG nell'estate del 2016 per cercare di unire la mia passione al mio lavoro.
Ho iniziato per scherzo e ora mi ritrovo, con enorme orgoglio e umiltà, a gestire un sito in continua crescita tra i più visitati in Italia nel suo genere.
Cerco sempre notizie fresche, collaborazioni con fotografi e argomenti che possano essere utili a chiunque si avvicini al fantastico mondo della fotografia.

1 commento

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  • Lezione semplicemente fantastica, per me forse la più importante essendo la fotografia ritrattistica quella che più mi piace e mi attrae. Penso che poter raccontare una storia attraverso lo sguardo di una persona si qualcosa di veramente bello e metterò sicuramente in atto i consigli letti come ho già fatto in altra occasioni

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